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clienti di Mister No si
presentano quasi sempre come innocui turisti o viaggiatori curiosi. Spesso sono ricchi
europei o |
americani che
vogliono trascorrere una vacanza insolita e provare il brivido dell'avventura. Talvolta
sono persone che si avventurano nel cosiddetto "Inferno verde" per lavorarci:
ingegneri costruttori di dighe o di autostrade, missionari che portano la buona novella
agli indios, esploratori che vogliono riempire gli ultimi spazi bianchi delle carte
geografiche. Altre volte sono naturalisti, antropologi, archeologi e studiosi di ogni sorta che vogliono conoscere i misteri e le
meraviglie della foresta amazzonica. Ma quasi sempre i clienti rivelano di essere diversi
da quello che sembravano, e molto più pericolosi: la turista svampita cerca il padre
scomparso nella selva tanti anni prima, il falso antropologo vuole allontanare gli indios
insediati in un terreno aurifero, l'innocuo studioso è, in realtà, un pericoloso criminale
in fuga, e così via. Mister No viene coinvolto suo malgrado in una serie di rischiose
avventure, dove è costretto ogni volta a dare prova del suo valore di ex combattente.
La grande foresta pluviale amazzonica è lo scenario principale |
| delle avventure di Mister No. L'ambiente naturale
lussureggiante e selvaggio è ricostruito dai disegnatori con grande puntiglio
documentario: non è una "giungla di cartapesta" come quelle che si vedevano in
tanti fumetti e film hollywoodiani degli anni Cinquanta, ma un luogo reale e concreto, con
piante e animali "veri" per restituire ai lettori i pericoli e le meraviglie di
uno dei luoghi più affascinanti del pianeta. Le diverse tribù di indios che vivono nella
foresta in uno stato quasi selvaggio (e che negli anni Cinquanta, epoca delle nostre
storie, erano molto meno "civilizzati" di oggi) sono presentate con precisione
antropologica. Mister No è amico degli indios, ha persino trascorso un periodo |
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della sua vita presso una tribù
Yanoama sposando una giovane india. L'Amazzonia e i suoi abitanti sono minacciati
dall'avanzare degli uomini "civili": costruttori di dighe e di autostrade,
cercatori d'oro e di diamanti, allevatori e mercanti di legname che mettono a repentaglio
il fragile ecosistema amazzonico per avidità di denaro. Lo scontro fra civiltà e natura
è il tema principale di questo "western moderno". |
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Mister No spesso si trova a
difendere la natura e gli indios, ma
non è un ecologista per principio: lui capisce le ragioni che spingono un Paese povero come il
Brasile a cercare di sfruttare le immense risorse dell'Amazzonia, ma combatte contro i
metodi cinici e disumani di chi usa la violenza per accumulare ricchezza. Mister No è un
grande viaggiatore. Con il suo piper ha raggiunto praticamente tutte le località più
interessanti del Brasile (da Rio de Janeiro a Salvador de Bahia, dal Sertão al Pantanal,
dalle cascate di Iguazú alla nascente metropoli di Brasilia) e tutti i paesi dell'intero
continente sud-americano (Ecuador, Colombia, Venezuela, Bolivia, Cile, Uruguay,
Argentina), per spingersi poi dal Messico alla Terra del Fuoco, dai Caraibi all'Isola di
Pasqua. Con aerei più potenti del suo piper da turismo, e talvolta in altri |
momenti della
sua vita, Mister No ha visitato la Birmania e le Isole della Sonda, la Spagna e l'Italia, l'Antartide
gelato e l'infuocato continente africano. L'Africa in particolare è stata teatro di una
lunga serie di avventure, un viaggio dalla Costa d'Avorio fino all'Egitto, passando
attraverso Congo, Kalahari, Sud-Africa, Kenya, Sahara e molte altre località. L'Asia e
l'Europa sono state soprattutto lo sfondo delle sue vicissitudini belliche, mentre
l'America del Nord è il Paese da cui parte Mister No, e a cui torna più volte. Tutti i
luoghi che visita sono descritti con il rigore documentario che è caratteristico della
serie. In molti casi, si tratta di località che sceneggiatori e disegnatori hanno
visitato personalmente, e la documentazione fornita da libri e riviste viene integrata con
ricordi personali.
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IL MIO NOME È MISTER NO |
Ha combattuto in guerra. Ora
accompagna i turisti nei cieli della sua nuova patria: l'Amazzonia! |
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